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ANFITEATRO DI CUMA

L'anfiteatro di Cuma è uno dei primi edifici ludici "stabili" realizzati in Campania, infatti in età repubblicana i giochi gladiatori e la caccia agli animali feroci erano ospitati in piccole strutture di contenimento realizzate in legno e solo successivamente al crescere dell'interesse nei riguardi di questo tipo di giochi si sviluppò il tipo di edificio che ancora oggi conosciamo.

La costruzione dell'impianto di Cuma è avvenuta presumibilmente tra il II e il I secolo a.C. ed è ubicato fuori della cinta muraria in posizione strategica presso la "croce di Cuma", confluenza di due tracciati viari che collegavano quella che era stata una delle più antiche e importanti colonie della Magna Grecia con gli altri centri dell'area flegrea. L'anfiteatro è stato realizzato sfruttando fin dove era possibile l'orografia del sito, cioè la naturale pendenza del monte Grillo e completato grazie alla formazione di un terrapieno.

L'asse maggiore, in direzione Nord - Sud,  misura circa 90 m. , quello minore 70 m. , le gradinate, che potevano ospitare fino a 7000 spettatori, ancora conservate nella parte alta della cavea sia a Nord che a Sud, sono state realizzate in muratura direttamente sul terreno e divisi in "cunei" da scalette in trachite.

Nel II secolo d. C. l'edificio fu interessato da importanti lavori di restauro e dalla realizzazione di due ampliamenti con l'aggiunta di un anello esterno e di un attico, il maenianum summum in lignes, detto anche porticus, nella forma di una galleria a colonne dotata di sedili in legno. Il muro esterno del detto portico presenta ancora le basi di fissaggio delle antenmae del velarium.

L'anfiteatro di Cuma appartiene alla tipologia più antica di tali costruzioni con analogie con quello di Pompei e il minore di Pozzuoli, infatti esso non è dotato di ambienti interrati.

Gli ingressi erano probabilmente lungo i lati Nord ed Est. A Nord l'entrata corrisponde verosimilmente a quello dell'attuale masseria che ingloba in prossimità del detto accesso un ambiente in opera reticolata con volta a botte sicuramente con funzione di servizio.

Sempre sul lato Nord, scavi archeologici portarono alla luce i resti di un santuario preromano dedicato a Zeus che occupa la terrazza soprastante l'anfiteatro. Questo in età romana fu modificato e ampliato, con l'ingresso rivolto verso l'arena, caratterizzato da un prospetto formato da  quattro colonne in stile dorico, un vestibolo lungo m. 4,70 e una cella rettangolare di m. (13,48 x 9) con al centro un altare rivestito di marmo.

L'anfiteatro di Cuma , tra il V e il VI secolo d.C. aveva già perso la sua funzione originaria sicuramente per effetto della proibizione dei giochi gladiatori avvenuta tra il 325 e il 438 d.C.  e in modo definitivo a causa della guerra greco-gotica (535-553 d.C.) tra l'impero bizantino e gli Ostrogoti. A questo periodo si fa risalire l'inizio della spoliazione dei rivestimenti architettonici e l'asportazione del materiale edilizio.

Nell'alto Medio Evo furono impiantate al suo interno delle fornaci per la produzione di ceramiche dette a "bande larghe" (V-VIII sec. d. C.) utilizzate dalla comunità che risiedeva sull'acropoli e in altri centri flegrei coevi. Nello stesso periodo l'impianto fu usato anche come area cimiteriale. Oggi l'anfiteatro, in gran parte inesplorato, è occupato da un frutteto privato organizzato su terrazzamenti e presenta ancora integre parte della arcate (fondazioni) della summa cavea. I resti ricadono nel Comune di Bacoli e non sono al momento visitabili.

Il sito è visitabile ogni sabato dalle 9:00 alle 13:00 con ingressi composti da massimo 20 persone guidate da operatori del servizio civile della Pro Loco di Bacoli. Il giovedì, contattando preventivamente la Pro Loco, aperture per scuole e/o gruppi. Il sito non è accessibile alle persone con disabilità motorie.

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