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DUOMO DI POZZUOLI

Questo edificio è il principale luogo di culto cattolico di Pozzuoli, nonché sede vescovile. Esso è noto anche come Tempio - Duomo. Tale identificazione gli è stata attribuita proprio perché unisce il tempio classico e la chiesa tardo barocca.

Infatti, il tempio Augusteo, danneggiato dall'eruzione che formò Monte Nuovo nel 1538, fu restaurato e dedicato al santo patrono della città San Procolo Martire verso la fine del V secolo.

L'edificio, oggi basilica, situato nel luogo più alto del Rione Terra era il Capitolium della città già in epoca greca, fu ristrutturato in età repubblicana e completamente riedificato in età augustea.

Il tempio di Augusto fu costruito dall'architetto Lucio Cocceio Aucto sui resti di quello precedente di età repubblicana risalente al 194 a.C., anno di fondazione della colonia romana voluta da Publio Cornelio Scipione, e già restaurato da Silla nel 78 a.C. .

Esso era un tempio pseudoperiptero esastilo, con nove colonne scanalate di ordine corinzio sui lati maggiori. La cella era a pianta quadrata e tutto l'edificio realizzato con blocchi di marmo bianco e senza l'uso di malta.

Nel 1636 si avviò la ricostruzione del duomo, su progetto dell'architetto Bartolomeo Picchiatti con la collaborazione di Cosimo Fanzago, che terminò nel 1647 e consistette nell'eliminazione della parete nord del tempio romano e la realizzazione di un nuovo coro.

Nel 1633 fu costruito il campanile, demolito nel 1968 previo recupero di tre delle antiche campane. All'interno del Duomo è possibile ammirare una cappella adibita al culto del santissimo Sacramento coperta da una cupola maiolicata che all'interno presenta decorazioni in marmo e nei pennacchi affrescati della cupola sono raffigurati i quattro evangelisti.

La detta cappella era caratterizzata da un altare in marmi policromi e un ciborio decorato con pietre preziose oggi scomparse. Si possono, inoltre, apprezzare quadri di grande valore artistico di noti pittori del '600 tra i quali Artemisa Gentileschi autrice di tre delle tele presenti ("San Gennaro nell'anfiteatro di Pozzuoli", "Santi Procolo e Nicea" e "Adorazione dei Magi").

Di notevole importanza anche le altre tele presenti nel duomo e realizzate da Giovanni Lanfranco, Cesare Fracanzano, Francesco Fracanzano, Onofrio Giannone, Paolo Finoglio, Agostino Beltrano e Massimo Stanzione.

Nel 1817 fu unita al duomo la limitrofa cappella del Santissimo Corpo di Cristo a sua volta collegata in seguito con ciò che rimaneva della piccola chiesa medievale della SS. Trinità.

Nel Novembre del 1940 il duomo fu dichiarato monumento nazionale e diciannove anni dopo Pio XII  la dichiarò basilica minore pontificia. Nella notte tra il 16 e il 17 Maggio un incendio distrusse la copertura in legno del duomo e danneggiò la struttura e le decorazioni marmoree imponendo l'urgenza di trasferire le tele che decoravano il coro presso il museo di Capodimonte e il museo di San Martino.

Nonostante il bradisimo che nel 1970 costrinse all'evacuazione del Rione Terra si procedette al restauro del duomo con la consulenza del De Felice ma con alterne fortune infatti, le opere furono sospese a causa di mancanza di fondi.

Il sisma del 1980 e gli effetti del bradisismo degli anni che seguirono comportò l'abbandono del monumento che privo di controlli fu saccheggiato e vandalizzato.

La Regione Campania nel 2003 bandì un Concorso internazionale per la progettazione del restauro del duomo che fu vinto dal gruppo guidato dall'architetto Marco Deschi Bardeschi.

Le opere non sono terminate in quanto ancora non è stato realizzato il campanile previsto, ma nel complesso il duomo è fruibile e restituisce al visitatore un edificio che racconta con chiarezza tutta la sua storia.

L'11 Maggio del 2014 la Basilica Cattedrale di san Procolo Martire è stata riaperta al culto. Per le visite è necessario prenotarsi chiamando al numero verde 800144716.

 

 

IL MISTERO DEL TEMPIO CIMMERO

Le acque flegree, il termalismo, l'Averno, la Sibilla Cumana e il c.d. tempio di Apollo immaginato.

"Per fare chiarezza sul mitico antro, sull'ubicazione del detto tempio e forse svelare aspetti ignoti sulla figura della Sibilla Cumana".

 

 

 

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